Blog e Websites fotografici

Posted 28. gennaio 2010 18.21 in Fotografia

Visto che me lo ha chiesto un amico, ne approfitto per pubblicare qui la lista dei Blog fotografici e di alcuni siti “must-have” di questo settore. Ho deciso di inserire il link del sito e non del feed rss, ma se volete potete scaricare da qui l’OPML di quelli che seguo quasi quotidianamente da Google Reader (e potete importarlo nel vostro rss aggregator preferito).

E’ per forza di cose una lista “incompleta” e limitata, e se qualcuno nei commenti vuole aggiungere siti che ritiene degni di essere inseriti nella lista, ben venga.

General Purpose

Test & Reviews

Fotografie dal mondo

Fotografi

Canon

Canon 5D Mark II

Video con HDSLR

Flash e Fai da Te

Shops

Tutorials

Forums & Communities

Fotografia Subacquea

 

e infine se posso permettermi… le mie PhotoGalleries e tutti i miei post (Articoli e News) sul mondo della fotografia :-)

Avatar: my 2 cents

Posted 23. gennaio 2010 12.40 in Home Theater | Misc

Ieri dopo circa 20 anni di assenza dalle sale cinematografiche (se si esclude 7,8 anni fa un pellegrinaggio alla Sala Energia dell’Arcadia di Melzo) per il mio compleanno mi sono regalato una serata al cinema. L’obiettivo era triplice: uscire dopo 40 giorni di clausura (!), scoprire come era il primo multisala della nostra città, e vedere finalmente di persona un film in 3D.

La scelta è ovviamente caduta sul blockbuster del momento che a parere di molti ha uno dei migliori 3D tra i film non di pura animazione digitale. E, pur non avendo altri paragoni, non posso che confermare la bontà del progetto tecnologico. Non si tratta di un 3D “invadente” (gli attori non continuano insomma a sporgere il braccio fuori dallo schermo o a tirare “polpette” contro gli spettatori per strappare l’oohhh del pubblico) e dopo poche decine di minuti ci si immerge nella storia e quasi ci si dimentica della terza dimensione. Certo quando vieni quasi avvolto dalla cenere o dai “soffioni-medusa”  o quando i piani di fuoco sono nettamente staccati l’effetto è gradevole e stupefacente (la cosa fa impressione con i sottotitoli quando i personaggi parlano in linguaggio Navi).

Quello che mi ha impressionato è l’assenza di perdita di risoluzione (i primi piani erano perfettamente a fuoco e ben definiti) e la colorimetria che non presentava grosse aberrazioni: un qualche sfasamento a mio avviso c’è (l’incarnato dei visi non è perfetto) e Cameron non è stupido avendo girato un film dove i personaggi sono blu come i puffi e le piante invece che verdi sono magenta :-) Anche il calo di luminosità è contenuto (nel mio caso usavo gli occhiali polarizzati passivi che hanno le lenti leggermente scure). Resta comunque un progresso enorme rispetto ai primi 3D girati in anaglifo (con gli occhialini rossi/verdi per intenderci) e le 2 ore e 40 min. passati con gli occhiali polarizzati (tra l’altro sopra i miei occhiali da miope) non hanno avuto nessuna controindicazione di fastidio agli occhi o di emicranie. Sarei curioso di testare tutte le tecnologie 3D attualmente presenti (RealD, Dolby3D e XpanD) e soprattutto quelle con gli occhiali di tipo “attivo” sincronizzate con lo schermo.

La domanda che mi sono posto è: il 3D serve ? aggiunge qualcosa alla magia della settima arte ? hmmm… ho i miei dubbi… se un film è bello non ne ha bisogno, mentre un film brutto resterà brutto anche in 3D ! A proposito, due parole su Avatar, magari vincerà 27 Oscar ma imho resta un film abbastanza “paraculo”; prendete un paio di film di fantascienza (gli stessi Alien o Abyss), un po’ di robot stile Transformer e di esplosioni che fanno tremare il subwoofer, un po’ di retorica militarista americana (e se non si è anti-americani con questo film lo si diventa!), la trama di Pocahontas o di qualsiasi popolo oppresso (compreso il discorso pre-battaglia che sembrava identico a quello di Braveheart), amalgamate bene con una storia d’amore (“ti fidi di me?” detto su un pterodattilo invece che sulla prua di una nave non cambia molto…) e avrete Avatar. Il merito di Cameron è comunque quello di rendere tutto molto credibile e alla fine non si esce dal cinema delusi. Per essere chiari: il post non ha lo scopo di scoraggiare di andarlo a vedere…anzi è un’esperienza che mi sento di consigliare.

L’evento mi ha fatto tornare la voglia di frequentare le sale cinematografiche più assiduamente? Direi di no… Pur avendo dei posti perfetti prenotati in anticipo -praticamente ero nel centro geometrico sia in X che in Y e senza teste davanti allo schermo- e in un cinema moderno, con un buon sound (dolby SRD) e un proiettore digitale ben tarato, i contra sono troppi. La coda alla cassa (anche se hai già pagato in anticipo sul sito!), l’odore persistente di pop-corn e nachos, il vicino “ruminante” che deve finire per forza il bidone di popcorn e il litro e mezzo di coca-cola, l’intervallo che interrompe bruscamente l’emozione (punto peggiore non potevano trovarlo), la MEZZ’ORA di pubblicità prima del film (scandalosa come quella su Sky…pago e devo sorbirmela!) e non ultimo i 12,5 euro con i quali noleggio 5 (cinque!) novità in Blu-Ray da Blockbuster.

Insomma per staccarmi dal mio impianto Home Theater mi sa che ci vorrà qualche altra nuova diavoleria tecnologica di grande effetto!

Convertire file Quicktime MOV per la PS3

Posted 17. gennaio 2010 21.11 in Fotografia | Informatica

Spesso, per morire di invidia, mi capita di downloadare dal web (ad esempio da questo nuovo sito) esempi di video fatti con la mia reflex (Canon 5DII) o con la sorellina 7D.

Visto che per apprezzarli al meglio, è preferibile guardarli su uno schermo grande e ben tarato invece che sul pc, me li gusto volentieri sul mio Kuro riprodotti dalla PS3. Il problema è che molto spesso i files sono in formato Quicktime .MOV (che poi è il formato nativo con cui esce il raw footage), formato che la PS3 non digerisce.

Il metodo più semplice e veloce che ho trovato è quello di convertirli in MP4 (sempre con codec H.264) tramite Quicktime Pro.

Caricato il file in Quicktime Player, si lancia File, Export… e si sceglie MPEG-4 come formato, avendo cura nelle opzioni di lasciare INVARIATO (Pass-through) il formato video e quello audio: in questo modo non avverranno operazioni di re-encoding, la qualità  rimarrà la stessa e in meno di un minuto avrete il vostro file .mp4 pronto per la ps3

image image

(solo il Signore sa perché queste maschere mi vengono in italiano, mentre i menu di Quicktime sono in inglese…)

E’ vero Quicktime Pro è a pagamento, ma 30 Euro (ma perché gli americani lo pagano 29,99 $ ?!!) sono bene spesi visto che lo si usa anche per i Timelapse, ovvero quei video fatti da N fotografie scattate in sequenza (qui un mio test; qui invece The King of Timelapse…).

Una volta che si hanno i jpeg numerati consecutivamente in una cartella infatti, basta aprire il primo con il comando File, Open Image Sequence, indicando il frame-rate desiderato e poi salvare il filmato risultante sempre in mp4.

A volte ritornano...RamDrive

Posted 12. gennaio 2010 20.56 in Informatica

Oggi sono capitato per caso su questo post di un blogger che seguo ogni tanto e sono rimasto basito… Sia lui, che molti altri (tra cui Jeffrey Palermo) suggeriscono, per velocizzare operazioni lente come la compilazione di grossi progetti in Visual Studio, di utilizzare parte della RAM come Hard Disk virtuale ovviamente con tempi di accesso ridottissimi.

Perché sono sorpreso ? Chi avrà qualche anno come me lo immagina…Perché è una cosa che si faceva abitualmente circa 20/25 anni fa ai tempi del DOS e quando ancora Windows era solo la traduzione inglese di “finestre”…

Ricordo come fosse oggi l’uso del RamDrive.sys nel config.sys e i vari batch per copiavano i sorgenti dei miei progetti Clipper/C in Ram, compilavano e poi ogni tanto risalvavano su disco per evitare perdite dovute a improvvisi restart del PC.

Uno dei primi 386 Compaq che avevo (con coprocessore 387 che costava come una Panda!) aveva ben (!) 8 Mb di ram e siccome “640 kb ought to be enough for anybody”, un bel po’ di ram me la gestivo come disco.

Oggi che ho 8 Gb, mi volete dire quindi che devo fare la stessa cosa ? E mi volete convincere che è meglio delocalizzare in the cloud come si faceva con i CED che affittavano parti dei loro host Honywell o IBM ? Ma allora non è cambiato niente :-)

Lacie tradisce anche me

Posted 8. gennaio 2010 15.10 in Informatica

In giro su Internet e su vari forum non è raro (anzi il contrario) incappare in gente arrabbiata e delusa dall’affidabilità degli Hard Disk Lacie.

Fino ad oggi la mia esperienza era diversa: un Porsche Design da 250Gb e un Neil Poulton da 500gb avevano funzionato sempre bene e quindi complice un prezzo in sterline molto basso, avevo da poco comprato un terzo esemplare (un Neil Poulton da 1Tb) da usare come backup del mio NAS Qnap.

Attaccato al Nas per un primo mirror e poi a un PC con Vista 32 bit il disco funzionava senza problemi. E’ stato quando lo ho attaccato al nuovo notebook con Win7 64bit che sono iniziate le rogne, ovvero il disco veniva riconosciuto 1 volta su 10. USB device not recognized, you shoud format the hard disk, can’t load driver, ecc. Insomma un chiaro sintomo che qualcosa sull’interfaccia USB non andava d’accordo con il nuovo PC (ho provato sia tutte le usb del notebook che quelle della docking…).

Il forte sospetto era che la parte incriminata fosse appunto il case e l’interfaccia usb e visto che il nuovo Pc supporta anche l’interfaccia e-Sata, non ho avuto remore a comprare un nuovo case vuoto con questo tipo di connessione e provare a recuperare dal Lacie l’hard disk interno (nel mio caso un Samsung neppure malaccio).

Il problema era: come aprire quella scatola infernale che non disponeva di nessuna vite e sembrava super sigillata ? Stavo per prendere martello e piede di porco e sacrificare il lucido parallelepipedo nero quando questo link mi è venuto in aiuto: tre carte di credito (una per lato, tranne il posteriore dove ci sono gli interruttori) e un pezzo di spago (nel mio caso quello che Silvia usa per gli arrosti !). Io di sicuro (chiamato in famiglia “uomo dalle mani tonde” per la mia nota abilità nei lavori manuali) non ci sarei mai arrivato…

PS l’esperienza con il support Lacie non è stata entusiasmante: mi hanno scritto dicendomi di far partire un servizio (UPnP device host) che io avevo già started… dopo la mia risposta finora non ho sentito più nulla. Chiaramente potevo insistere per una sostituzione, ma a questo punto mi tengo volentieri il mio Samsung nel case e-Sata no-name (tra l’altro gentile omaggio post-natalizio di un amico…grazie Dona !)

UPDATE: L’assistenza oggi mi risponde così:
Gentile Sandro.

Mi sono appena contattato con la nostra fabbrica per sapere la causa di questo errore e i tecnici li mi hanno confermato che purtroppo il LaCie Hard Disk non e' compatibile con Windows ® 7 (64bit) e loro stanno lavorando per aggiornare il microchip del nostro prodotto.

Spero di essere stato chiaro. Siamo sempre a sua disposizione. Le auguro una buona giornata.

Non proprio confortante sapere che ci vorrebbe addirittura un upgrade hardware…

Il cugino cercatore di freddo

Posted 8. gennaio 2010 14.41 in Misc

Post molto personale per fare i complimenti all’amico (e cugino di Silvia) Giampaolo. Grandissimo appassionato di meteo (e non solo…), un paio di anni fa gli ho dato un piccolo aiuto per mettere online un sito personale (MeteoLevicoTerme) che sta riscuotendo un ottimo successo.

Nel suo giardino non si contano le diavolerie che registrano (e mandano online) qualsiasi fenomeno meteorologico (temperatura, vento, umidità, pioggia, neve, ecc.)

La sua passione lo porta in giro per i monti non appena c’è il sentore di qualche fiocco di neve (mai vista una persona più felice quando nevica, neanche il presidente di DolomitiSuperski :-) ) e ultimamente si spinge nei buchi più freddi del Nord Est (le cosiddette Doline) per seguire uno studio sull’inversione termica e alla caccia del “record di freddo” (-43,8 lo scorso gennaio).

Perché i complimenti ? Innanzitutto perché chi porta avanti con costanza e dedizione un proprio hobby è da ammirare, ma poi perché oggi ha anche avuto l’onore di essere citato dal quotidiano La Repubblica in questo articolo.

PS: Per chi vuole approfondire in questo PDF potete vedere che lavoro c’è dietro e che passione:
Report Progetto Doline 2008-2009

UPDATE: oltre a Repubblica, oggi è stato citato sul quotidiano locale “Trentino” e ne hanno parlato su Studio Aperto (Italia 1) dove è andato in onda questo servizio:

 

UPDATE 2 (2/2/2010): un’altra apparizione in un Telegiornale locale con intervista

KenticoCMS, il CMS che avrei voluto scrivere io

Posted 5. gennaio 2010 13.41 in Informatica

Nella mia precedente vita di DEV mi sono occupato principalmente di quel tipo di applicazioni chiamate Content Management System (CMS). Uno dei prodotti (acoCMS) che ho sviluppato nell’arco degli anni ruggenti di Internet (dal 1998 al 2005 circa) ha avuto un discreto successo e ancora oggi è usato da uno dei canali di Yahoo Italia e presumo da qualche altra decina (centinaia ? all’epoca era 800) di clienti che non hanno avuto la voglia di upgradare a una soluzione più moderna. Successivamente ho collaborato e supervisionato allo sviluppo di una suite più avanzata ( Structura eCMS ) scritta in .NET anch’essa tuttora in uso presso portali ad alto traffico ( DolomitiSuperski.com per citarne uno).

Quando l’anno scorso ho avuto la necessità di implementare un portale per la mia azienda, mi sono messo alla ricerca di un CMS con determinate caratteristiche e posso dire di avere trovato in KenticoCMS quell’applicazione che per molti aspetti invidio per non averla scritta io !

Questo post non vuole essere una dettagliata recensione del prodotto (ce ne sono sul loro sito e in molti altri blog), ma solo una testimonianza di un cliente che si è trovato bene e che non ha remore a consigliarlo ad altri.

Partiamo subito a rispondere alla domanda che purtroppo è diventata una delle prime nel settore (svilito ?) dei CMS: E’ un prodotto free/open source/gratis/mi pagano loro se lo uso ?!
Riposta: SNI ! Nel senso che esiste una versione free che per moltissimi usi basta e avanza, ma appena si hanno esigenze un attimo più evolute (primo tra tutti il multilanguage), allora è a pagamento, ma con costi tutto sommato accettabili -seppure in crescita rispetto a 12 mesi fa- per un’azienda.

L’architettura è basata sull’ambiente Microsoft, ovvero, IIS (6/7/7.5), ASP.NET 2.0 e MS-Sql Server 2005/2008 (anche la Express) come base dati. Questo può ovviamente essere un “limite” per qualcuno che preferisce prodotti LAMP, ma era invece un requirement fisso per me, visto che volevo un prodotto aperto e customizzabile da Visual Studio, sfruttando le mie conoscenze di asp.net, c#, ecc.

Il Setup è una delle prime cose di cui ero stato “invidioso”: si lancia un exe che scompatta le centinaia (forse troppi !) di files e poi parte un “web installer” che chiesta la versione di Visual Studio e del Framework (2008 + 3.5 oppure 2005 + 2.0) e del webserver da usare (IIS locale o remoto oppure il “Cassini” di VS) configura il nostro sito come root o come virtual dir. Lanciato per la prima volta l’url nel browser vengono subito verificati alcuni diritti dell’utente anonimo e poi parte la configurazione guidata del DB su Sql Server. A questo punto abbiamo la possibilità di partire con un sito blank vuoto, di usare uno dei 4 templates (Corporate, Personal, E-Commerce, Community) già preconfigurati (non il massimo come design e come qualità del codice HTML) oppure di usare un wizard advanced che ci guiderà in tutte le opzioni. In ogni caso, nel giro massimo di 10 minuti si avrà sito + backoffice di admin pronti all’uso e questa rapidità non è da sottovalutare.

A questo punto possiamo iniziare l’editing della sitemap del nostro sito e la redazione dei contenuti ovviamente da un backoffice ad accesso riservato e via browser. L’interfaccia utente del BO è molto chiara e pulita, sempre coerente e si impara ad usarla in un baleno. Si possono ovviamente creare N utenti con diversi diritti e nell’ultima versione è possibile customizzare la UI in base all’utente loggato.

L’editing dei contenuti di una pagina avviene direttamente dentro il layout del sito reale cosi come poi andrà online. Questo è sempre stato un mio dubbio se fosse conveniente in termini di velocità e usabilità, ma devo dire che soprattutto quando le regioni editabili sono più di una (la main, dei box laterali, una news, un evento, ecc.) fa molto comodo scrivere direttamente nel posto giusto.

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Dal punto di vista dell’implementatore si hanno due possibili modi di utilizzo: il cosiddetto “Portal Engine” permette ad un utente non evoluto (un htmlista senza conoscenze di programmazione .net) di preparare i layout sia usando decine di template già pronti sia inserendo nelle proprie gabbie delle webparts (in pratica dei controls ascx) che svolgono tutte le funzioni necessarie (regioni editabili, search box/results, image gallery, sitemap, subscribe, login, ecc.).

Se invece si è un po’ più smanettoni (Aspx/C#) allora conviene sicuramente usare il secondo modo chiamato “ASPX Templates” dove i templates ce li potremmo fare noi usando le Master Pages e le Webform standard di aspx (bisogna solo derivarle da una loro classe base). Anche qui possiamo avvantaggiarci dei mille UserControls messi a disposizione, da quelli molto generici (il CMSRepeater che ci permette di fare “quasi” tutto) a quelli specifici come il CMSMenu, CMSCalendar, ecc.

Non mi soffermo a parlare del contorno esistente per il “golive” di un sito come ad esempio media libraries, staging, workflow di approvazione, permessi e diritti, reporting e statistiche: sono cose che ormai ci si aspetta da ogni CMS e qui sono comunque risolte e affrontate molto bene.

Oltre al modulo redazionale sono presenti ovviamente altri moduli che completano l’offerta: alcuni li ho testati (events, forum, polls, newsletters) altri come lo shop dell’e-commerce sembrano molto completi e avanzati.

Il mio sito dove lo sto usando non è sicuramente ad alto traffico, ma penso che la scalabilità non sia un problema, sia perché è usato da portali non proprio piccoli, sia perché curiosando nel codice (sia quello dato come source sia via reflector) si vede che ci hanno pensato bene.

Infine concludo con uno degli aspetti che secondo me rendono vincente questo prodotto: il supporto !
Sia a livello commerciale, ma soprattutto a quello tecnico la qualità dell’help-desk è fenomenale. A parte che la mole di documentazione (pdf, help online, help contestuale su ogni singolo campo, knowledge base, ecc) rende spesso auto-risolvibili i problemi, se proprio capita basta una mail al support e raramente ho dovuto attendere più di 24 ore per la risoluzione. E anche con la versione Free (dove ovviamente non viene dato supporto diretto via mail/phone) è possibile cercare nei forum della ricca DevNet per trovare spesso quello che si cerca.

Riassumendo: un ottimo prodotto, scritto bene, supportato benissimo, aggiornato continuamente (almeno due major release all’anno e continui HotFix appena vengono trovati dei bug); che rabbia non averlo scritto io :-)

Installare Visio Enterprise Architect senza VS2005 e su Win7-64bit

Posted 2. gennaio 2010 16.39 in Informatica

Visio Enterprise Architect è una brutta bestia da installare in quanto il setup si attende di trovare installato la corrispondente versione di VS2005, che io ovviamente non avevo nessuna intenzione di installare con il rischio di rovinarmi la VS2008.

Molti blog suggeriscono di copiare la chiave 9.0 in 8.0 facendo search & replace del numero di versione, ma a me non ha funzionato.

La giusta soluzione sembra essere quella di cerare questa chiave:
HKLM\Software\Microsoft\VisualStudio\8.0\Setup\VS\VSTD\
e di crearci dentro la String Value ProductDir con dentro qualsiasi valore.

Anche così a me non andava in quanto complicazione ulteriore era il mio sistema operativo (Win7) a 64bit.

Un “santo” (o forse Gesú Bambino, visto che il post è del 24 dicembre 2009) però ha suggerito di aggiungere quel productDir in questa chiave
HKLM\Software\Wow6432Node\Microsoft\VisualStudio\8.0\Setup\VS\VSTD\

e la cosa magicamente ha funzionato !

2010 l’anno del mio addio alle riviste

Posted 1. gennaio 2010 12.59 in Fotografia | Home Theater | Informatica

Quando da piccolo mi rivolgevano la classica domanda “cosa vuoi fare da grande” io rispondevo “il giornalaio” e inevitabilmente l’interlocutore adulto con aria divertita mi diceva “…si dice giornalista”; allorché io con lo sguardo annoiato ribattevo “so benissimo la differenza, ho detto giornalaio ! voglio aprire un’edicola!”.

Questo per dire quanto viscerale e atavico sia stato il mio amore per le riviste e la carta stampata. Prima sono venuti i classici dell’infanzia: Topolino e Diabolik soprattutto, e poi i più maturi Alan Ford, Kriminal, Satanik fino ai fumetti del Monello, Intrepido, Lanciostory.

Poi è nato l’amore per le riviste “tecniche”: ogni qualvolta mi appassionavo a qualcosa l’accompagnamento a una o più riviste inerenti all’argomento era scontato: fotografia, subacquea, mountain bike, home theatre, viaggi, moto, auto… ogni hobby pagava il suo dazio in edicola.

La parte del leone ovviamente andava alle riviste di informatica, dalla prima CCC (Commodore Computer Club), alla mitica MC-MicroComputer che pochi giorni fa ho scoperto essere oggetto di una lodevole iniziativa ovvero la sua digitalizzazione (che nostalgia vedere quei “fossili” di pc che tanto desideravamo!). E poi Pc-Professionale con i suoi mega benchmark in ogni numero di 874 schede grafiche o motherboard, la settimanale PC-Week fino all’americana MSDN Magazine che tanto mi ha insegnato.

Negli ultimi 4 o 5 anni il menù mensile fisso che l’edicolante mi teneva da parte era composto da due riviste di fotografia (Reflex e TuttiFotografi) e due di Home Theater (Af Digitale, DigitalHomeVideoTheatre), che poi spesso integravo con un Quattroruote/Auto/Cambio (senza contare i Panorama/Espresso/Focus che mi passa mio padre quando li ha letti e un Traveller di Conde Neste al quale sono abbonato causa un’offertona irrinunciabile).

Come il titolo del post fa evincere, con un pizzico di rammarico questo mese ho dato la brutta notizia all’omino che da piccolo avrei voluto essere: “ho deciso di sospendere l’acquisto delle riviste”.

Il motivo non è fortunatamente di tipo economico ma è una decisione nata dall’ineluttabile obsolescenza che internet sta portando nel mondo della carta stampata. Intendiamoci, per chi si avvicina ad un hobby per la prima volta, sfogliare o leggere qualche numero di una rivista tecnica fa solo bene. Ma prendiamo ad esempio una rivista di Fotografia: in che modo può arricchire la mia conoscenza (o quella di un qualsiasi utente avanzato) in quello specifico settore ? Con le news ? Arrivano un mese dopo… Con la prova di una macchina di cui ormai si è già letto su forum e siti di tutto e di più ? (e si sono visti sample che sulla carta non possono fare emergere le differenze). Con articoli legati a tecniche speciali ? Dopo decine di numeri è ovvio che ci sia un ciclo di ripetizioni e i vari tutorial su macro, flash, composizione, ecc. li so a memoria. Con 4 foto inviate da lettori e commentate (talvolta con giudizi fatti con lo stampino) dai redattori ?

E le stesse considerazioni penso si possano fare per il settore Auto e per quello del mondo entertainment digitale (HT, Tv, HiFi, ecc.). Non per niente la parte di redazione di Af Digitale che qualche mese fa ha deciso una scissione e si è interrogata se fondare una nuova rivista, ha coraggiosamente scelto la strada del solo on-line aprendo il portale DDay che per la sua natura riesce ad offrire ovviamente molto di più della rivista stampata (video, commenti, link, “è il web2.0 piccola…”).

Sento già l’obiezione di qualcuno… “Sì ma senza riviste, io sulla tazza del water adesso cosa mi porto ?” :-) O la sera a letto prima di addormentarmi cosa mi sfoglio ? intanto tra un mesetto sapremo se Apple ci stupirà ancora con il suo iSlate o come diavolo si chiamerà, e poi ci sono sempre quelle cose chiamate “libri” che purtroppo, anche per colpa delle pile di riviste che si accumulavano sul comodino, tendevo sempre a relegare alle ferie (poi magari tra qualche tempo scriverò un post simile sui libri lodando i vari Kindle e simili).

Vedremo quindi se nel 2010 sarò capace di disintossicarmi dalla dipendenza dell’edicola; perlomeno non avrò più sulla coscienza qualche ettaro di Amazzonia disboscato :-)