Safety Park Refresh

Posted 9. agosto 2011 21.51 in Misc

Due anni fa avevo personalmente sperimentato quanto utili e divertenti fossero i corsi di Guida Sicura che si tengono nel vicino Safety Park di Vadena (BZ). Proprio perché la consideravo un’esperienza formativa che può trarti d’impaccio da sgradevoli situazioni, ho insistito perché anche Silvia lo facesse (visto che non di rado d’inverno deve affrontare con fondo innevato la discesa verso Bolzano e che comunque ero conscio che certe manovre non le aveva mai provate).

Fortuna ha voluto che l’offerta estiva “Personal Coaching da 2 ore” si potesse frequentare in due persone, e di conseguenza “mi è toccato con mio grande dispiacere” ri-partecipare (come sempre nei mesi di luglio e agosto visto la bassa affluenza di ditte ed enti vengono praticate tariffe scontate, nel nostro caso 150 euro appunto per 2 persone per 2 ore).

Mi ha fatto molto piacere avere nuovamente come istruttore il simpaticissimo Erwin con il quale si è creato subito un ottimo feeling. Gli esercizi sono stati gli stessi dell’altra volta (anche se due anni fa ero da solo devo dire che in due la quantità di volte che si provano è circa la stessa, visto che mentre una macchina torna, l’altro compie la prova); quello che cambiava era la mia autovettura e il passaggio a una 4 ruote motrici rispetto alla precedente trazione posteriore mi incuriosiva molto.

I temi affrontati erano i classici: slalom su fondo innevato, frenata di emergenza, evitamento ostacoli, il cerchio “maledetto” del sottosterzo (dove ho imparato a mie spese che il 4x4 non serve assolutamente a niente e in una gara a inseguimento con la trazione anteriore di Silvia siamo praticamente arrivati pari) e la piastra di sbandamento per il controllo del sovrasterzo.

Alla fine di tutto ciò eravamo così entusiasti che la domanda è sorta spontanea: possiamo fare altre 2 ore con i contenuti del corso “avanzato”? E così a distanza di una settimana eccoci di nuovo in pista, dapprima con Manfred (altro valido istruttore molto preciso nello spiegare anche i dettagli tecnici) e poi ancora col mitico Erwin con il quale si sono provati esercizi a velocità più sostenute (da 70 a 100kmh) e su fondo asciutto: frenata (sempre d’emergenza) con due ruote sul bagnato e due sull’asfalto, frenata in curva appunto ad “alta” velocità, e acquaplanning. Infine di nuovo la piastra di sbandamento questa volta con successivo doppio ostacolo da evitare (con qualche 360° di Silvia visto che il passo corto della sua macchina non è proprio così semplice da gestire… “purtroppo” per Erwin io invece ho superato con entrambe le vetture la prova e quindi –persa la scommessa- il prossimo inverno sarà costretto ad offrirmi un bombardino sulle piste di Obereggen dove è maestro di sci Smile ).

I pensieri finali vanno alla Bosch (o per Wikipedia al signor Olof Tegström) inventore dell’ABS…secondo me si merita il Nobel quanto Fleming per la scoperta della penicilina! Ogni esercizio che si faceva la domanda era “e non avessi l’ABS”? La possibilità di continuare a sterzare (con successo) MENTRE si frena non è così palese o evidente, ma è una delle cose fondamentali che potrebbe salvarci da un impatto sicuro. Oltre ovviamente a tutti gli altri sistemi elettronici di controllo stabilità e alle prestazioni generali delle macchine moderne. Ci lamentiamo spesso che costano tanto, ma i progressi che hanno compiuto sono innegabili e ancor più di prima posso dire di essere estremamente soddisfatto del mio giocattolone!

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Drifting Silvia

2010 l’anno del mio addio alle riviste

Posted 1. gennaio 2010 12.59 in Fotografia | Home Theater | Informatica

Quando da piccolo mi rivolgevano la classica domanda “cosa vuoi fare da grande” io rispondevo “il giornalaio” e inevitabilmente l’interlocutore adulto con aria divertita mi diceva “…si dice giornalista”; allorché io con lo sguardo annoiato ribattevo “so benissimo la differenza, ho detto giornalaio ! voglio aprire un’edicola!”.

Questo per dire quanto viscerale e atavico sia stato il mio amore per le riviste e la carta stampata. Prima sono venuti i classici dell’infanzia: Topolino e Diabolik soprattutto, e poi i più maturi Alan Ford, Kriminal, Satanik fino ai fumetti del Monello, Intrepido, Lanciostory.

Poi è nato l’amore per le riviste “tecniche”: ogni qualvolta mi appassionavo a qualcosa l’accompagnamento a una o più riviste inerenti all’argomento era scontato: fotografia, subacquea, mountain bike, home theatre, viaggi, moto, auto… ogni hobby pagava il suo dazio in edicola.

La parte del leone ovviamente andava alle riviste di informatica, dalla prima CCC (Commodore Computer Club), alla mitica MC-MicroComputer che pochi giorni fa ho scoperto essere oggetto di una lodevole iniziativa ovvero la sua digitalizzazione (che nostalgia vedere quei “fossili” di pc che tanto desideravamo!). E poi Pc-Professionale con i suoi mega benchmark in ogni numero di 874 schede grafiche o motherboard, la settimanale PC-Week fino all’americana MSDN Magazine che tanto mi ha insegnato.

Negli ultimi 4 o 5 anni il menù mensile fisso che l’edicolante mi teneva da parte era composto da due riviste di fotografia (Reflex e TuttiFotografi) e due di Home Theater (Af Digitale, DigitalHomeVideoTheatre), che poi spesso integravo con un Quattroruote/Auto/Cambio (senza contare i Panorama/Espresso/Focus che mi passa mio padre quando li ha letti e un Traveller di Conde Neste al quale sono abbonato causa un’offertona irrinunciabile).

Come il titolo del post fa evincere, con un pizzico di rammarico questo mese ho dato la brutta notizia all’omino che da piccolo avrei voluto essere: “ho deciso di sospendere l’acquisto delle riviste”.

Il motivo non è fortunatamente di tipo economico ma è una decisione nata dall’ineluttabile obsolescenza che internet sta portando nel mondo della carta stampata. Intendiamoci, per chi si avvicina ad un hobby per la prima volta, sfogliare o leggere qualche numero di una rivista tecnica fa solo bene. Ma prendiamo ad esempio una rivista di Fotografia: in che modo può arricchire la mia conoscenza (o quella di un qualsiasi utente avanzato) in quello specifico settore ? Con le news ? Arrivano un mese dopo… Con la prova di una macchina di cui ormai si è già letto su forum e siti di tutto e di più ? (e si sono visti sample che sulla carta non possono fare emergere le differenze). Con articoli legati a tecniche speciali ? Dopo decine di numeri è ovvio che ci sia un ciclo di ripetizioni e i vari tutorial su macro, flash, composizione, ecc. li so a memoria. Con 4 foto inviate da lettori e commentate (talvolta con giudizi fatti con lo stampino) dai redattori ?

E le stesse considerazioni penso si possano fare per il settore Auto e per quello del mondo entertainment digitale (HT, Tv, HiFi, ecc.). Non per niente la parte di redazione di Af Digitale che qualche mese fa ha deciso una scissione e si è interrogata se fondare una nuova rivista, ha coraggiosamente scelto la strada del solo on-line aprendo il portale DDay che per la sua natura riesce ad offrire ovviamente molto di più della rivista stampata (video, commenti, link, “è il web2.0 piccola…”).

Sento già l’obiezione di qualcuno… “Sì ma senza riviste, io sulla tazza del water adesso cosa mi porto ?” :-) O la sera a letto prima di addormentarmi cosa mi sfoglio ? intanto tra un mesetto sapremo se Apple ci stupirà ancora con il suo iSlate o come diavolo si chiamerà, e poi ci sono sempre quelle cose chiamate “libri” che purtroppo, anche per colpa delle pile di riviste che si accumulavano sul comodino, tendevo sempre a relegare alle ferie (poi magari tra qualche tempo scriverò un post simile sui libri lodando i vari Kindle e simili).

Vedremo quindi se nel 2010 sarò capace di disintossicarmi dalla dipendenza dell’edicola; perlomeno non avrò più sulla coscienza qualche ettaro di Amazzonia disboscato :-)

Capita anche ai “migliori” bis

Posted 20. dicembre 2009 16.11 in Misc

Un anno e mezzo fa avevo intitolato in questo modo un post nel quale raccontavo di un piccolo infortunio sugli sci. Visto che sono qui a parlare di un infortunio un po’ più grave a così poca distanza, direi che l’aggettivo “migliore” non si abbina più molto al mio status di sciatore :-)

Per farla breve domenica 13 (!) dopo due ore e mezza di sciate fantastiche  in quasi solitaria a Reinswald (-12°, nevischio, visibilità non ottima, ma piste dure e tirate come piacciono a me) ho forse preteso troppo dalla buona sorte e un volo – né banale, ma neppure drammatico – mi ha fatto “girare” il ginocchio. Come sempre casco e paraschiena hanno evitato ben più gravi conseguenze e, seppure vedendo Madonna, Maometto e Buddha tutti insieme, sono riuscito a fare su uno sci solo i mille e passa metri di dislivello per arrivare a fondo valle e tornare autonomamente a casa (ovviamente vuoi non farti male nel punto più alto e distante dal parcheggio ?? Murphy docet)

L’immediata visita al Pronto Soccorso del nosocomio cittadino (che nel ramo Ortopedia non brilla di fama eccelsa) rilevava “nessuna evidenza di frattura” ed il medico valutava un legamento stirato e consigliava gesso per 25 giorni; cosa che io ho prontamente rifiutato.

Brutto e triste a dirsi, ma pagando (o avendo un’assicurazione) e rivolgendosi al settore privato le cose cambiano sostanzialmente. Due 2 giorni di riposo per farlo sgonfiare, mercoledì mattina risonanza magnetica in uno studio privato,  prognosi di frattura composta al piatto tibiale, mercoledì pomeriggio visita all’ortopedico che mi opererà, giovedì ricovero in clinica privata e intervento, venerdì prima fisioterapia e dimissioni, sabato a casa riuscivo a salire le scale con le stampelle appoggiando l’arto malato (senza carico ovviamente). Ripeto, mi intristisce e rammarica sapere che chi purtroppo non ha i mezzi si sarebbe fatto un mese di gesso, un attesa infinita per una RM per poi scoprire che doveva ri-iniziare da capo !

Tuttavia non è che con i soldi si risolva tutto; mi aspettano comunque 45/60 giorni di stampelle e “carico strisciante” e sei mesi per tornare a correre o a fare una vita normale. E’ proprio in momenti come questi che ti accorgi di quanto sei fortunato quando stai bene in salute e di quanto dura sia la vita di chi ha un handicap fisico anche non grave (banalità come fare la doccia o infilarsi un calzino sono piccole imprese quotidiane che ti fanno sudare!).

Un grazie enorme a Silvia e alla mia famiglia che mi sta ovviamente molto supportando (e sopportando), ai soci di lavoro che si sono arrabattati per farmi avere i migliori specialisti e trattamenti e che mai mi hanno fatto pesare l’assenza dal lavoro che inevitabilmente ci sarà (VPN e Alice per fortuna mitigheranno l’effetto), al dott. Markus Mayr e a tutto il personale della Clinica Santa Maria veramente efficienti e gentilissimi (soprattutto l’infermiera notturna della notte dopo l’operazione che imploravo di iniettarmi qualsiasi oppiaceo avesse sottomano –come neanche il Dr.House con il Vycodin) e infine ai numerosi amici in FB che mi hanno consolato e rassicurato.

Safety Park After Work: bellissima esperienza

Posted 27. agosto 2009 20.56 in Misc

Il Safety Park di Vadena è un centro di Guida Sicura più conosciuto per le polemiche che ha suscitato (l'alto costo finanziato da soldi pubblici, il fatto che 3 abitanti "vicini" ne osteggino l'uso dei kart lamentando rumore pur avendo aeroporto e autostrada attaccati, ecc.) che non per l'effettivo valore e scopo per cui è nato: promuovere la sicurezza sulle strade dell'Alto Adige (e non solo ovviamente). Sull'esperienza di Austria e Germania, che per legge impongono ai neo-patentati di frequentare un corso di guida sicura, vengono organizzate una serie di lezioni della durata di uno o più giorni con varie esercitazioni sulle 7 piste che compongono il parco.

Avendo scoperto che durante questi caldi mesi estivi (per loro di "bassa" stagione) venivano organizzati dei mini-corsi di due ore denominati After Work, ho deciso di di togliermi la curiosità (visto anche l'esigua somma richiesta di 40 euro) e toccare con mano se fosse solo una "cattedrale nel deserto" oppure qualcosa di utile...

Alla fine delle due ore posso dire che quei 40 euri sono stati i meglio spesi in vita mia e che il divertimento è stato assoluto! Iniziamo con il dire che ho avuto la fortuna di essere l'unico partecipante e quindi il corso si è trasformato in una lezione individuale con il bravissimo e simpaticissimo Erwin, istruttore di guida qualificatissimo nonchè maestro di sci e "collega" di marca e serie di vettura (solo che lui ha circa 260 cavalli e una "M" più di me...Laughing).

Per il corso si usa ovviamente la propria vettura, cosa secondo me fondamentale in quanto ti permette di conoscerne meglio i comportamenti e i limiti; e visto che qui in pista si può "osare" in tutta sicurezza, ci si trova spesso a forzare per scoprire "fino a dove può arrivare...". Con un walkie-talkie sul sedile del passeggero si inizia guidati dalla voce dell'istruttore a fare qualche giro di pista dietro di lui per farsi valutare (sia come autista -pilota è una parola grossa- che come vettura). Si passa quindi a uno slalom tra paletti dove al secondo giro, quando viene chiesto di aumentare un po' l'andatura, ci si ritrova di colpo girati dopo un emozionante 360!!

Ma come ? mica avevo disinserito l'ESP... cosa è successo ?! La risposta sta nel tipo di asfalto che ricopre la parte sinistra della pista che se bagnato simula una carreggiata coperta di neve battuta. E qui sta la "figata": tutti gli esercizi seguenti si svolgono a 45/50 all'ora su questa superficie, cosa che salvaguardia le tue gomme (su asfalto normale dopo queste due ore sarei sulle tele...) e soprattutto ti permette di provare situazioni che altrimenti richiederebbero velocità e pratica molto maggiori. Non da ultimo da noi in Alto Adige ogni tanto nevica !! (ma vah...) e quindi sperimentare che 3 km/h in più o meno possono fare un'enorme differenza è stato utilissimo.

Si è passati quindi alle frenate di emergenza, con e senza scartamento ostacoli in frenata: si impara che devi pestare come un dannato (avevo male alle piante dei piedi alla fine), che sulla neve, ABS o no, i metri di scivolata sono infiniti e che dare un'occhiata alla data di fabbricazione delle gomme (anche su una macchina nuova di concessionario !!) è sempre utile.

Infine gli esecizi più divertenti:  sottosterzo sulla "curva infinita" (una percorso circolare stile rotonda) con differenti grip sull'asfalto e sovrasterzo generato dalla pedana di sbandamento che prevedono manovre di controsterzo e "pendolo". Chi dice che l'ESP (o DTC o le altre variazioni di nomi) non serve dovrebbe provare come cambia il comportamento della macchina con e senza... certo un paio di "drifting" alla Fast&Furious Tokyo sono stati veramente divertenti. Ma riuscire a non girarsi senza l'ausilio dell'elettronica a 50 all'ora dopo che la pedana ti ha dato una bella botta è veramente dura.

In mezzo a tutto ciò utilissimi insegnamenti sulla posizione di guida, su come un passeggero posteriore sennza cintura possa essere un'arma letale, su come è meglio affrontare un crash inevitabile, ecc. Insomma se non si era capito sono rimasto molto soddisfatto dell'esperienza che non posso far altro che consigliare. Penso che il corso intensivo 2 (aquaplaning a 110 km/h e altri esercizi che non ho fatto) e, se lo faranno come sembra, il corso su neve e ghiaccio in Val d'Ultimo mi vedranno sicuro partecipante (soprattutto se abbinato a bel week end wellness qui). 

Sei di Bolzano se...

Posted 19. maggio 2009 16.41 in Misc

In questi giorni sta girando una mail molto divertente e nella quale posso dire di ritrovarmi nella quasi maggioranza dei punti; per alcuni probabilmente sono già troppo vecchio, es. i fastfood Subito ai miei tempi non c'erano ma c'erano le gelaterie Cadore, Fantasy, Patrizia/Avalon, ecc. Sarebbe bello se qualcuno sopra gli anta la aggiornasse per noi matusa...

  • Usi "tipo" per iniziare una qualsiasi descrizione e dici "ben" in ogni frase
  • Usi l'intercalare "vecchio" ed espressioni come "a palo"
  • Per andare a fare un giro vai "in città"
  • Usi il ciodo per girare
  • Dici foto, non fòto, e würstel, non wustel o wiustel
  • Quando vai fuori Bolzano chiedi una cicca e ti danno inevitabilmente una ciunga
  • Quando vai fuori Bolzano chiedi una ciunga e ti chiedono se sei pazzo
  • Chiami A&O qualsiasi supermarket
  • Invece che andare a scuola facevi blaun
  • A scuola usavi il tippex
  • Mangi il krapfen e non il bombolone
  • Sei convinto che si chiamino crostoli e non chiacchiere
  • Per andare a scuola scendevi in piazza Vittoria
  • Alle superiori hai fatto via Cadorna un migliaio di volte per andare a scuola
  • Hai avuto almeno una volta Poli come insegnante
  • Ci si trova sempre da Subito grande (anche se si chiama Spizzico)
  • Se chiami qualcuno il sabato sera è sempre davanti a Subito piccolo (ma non c'è mai)
  • La pizza di Subito sa di gesso (ma la prendi lo stesso)
  • Paghi una margherita 6 € e un caffè 1,2 €. E ti sembra normale
  • Natale vuol dire mercatino e vin brulè
  • La via della stazione è la via dei kebabbari
  • Devi convincere tutti che Bolzano non è sulla cima di un monte perennemente innevato, ma che si trova a soli 262 metri sopra il livello del mare
  • Quando vai fuori Bolzano devi rispondere a domande stupide come "Ma avete gli autobus a Bolzano?"
  • D'estate sei perennemente al Lido
  • Ti dà fastidio che tutti considerino Bolzano territorio austriaco o trentino
  • Non capisci perché c'è sempre così tanta gente in coda per vedere Ötzi
  • Hai mangiato almeno una volta i canederli
  • Al mercatino di Natale o alla festa dello speck vai in giro per le bancarelle a rubare gli assaggini
  • Conosci gli angioletti della Thun
  • Il latte si compra solo della Mila
  • Dici di sapere il tedesco ma in realtà non lo parli troppo bene
  • I film più belli erano sempre al Concordia
  • Da piccolo facevi la lanterna per S. Martino
  • Ricevi il sacchetto per S. Nicolò e non per l'Immacolata
  • Passando in città senti discorsi tedeschi con qualche bestemmia italiana
  • Quando vai in un'altra città ti fa strano che parlino tutti in italiano
  • Hai i vicini che ai mondiali del 2006 hanno bestemmiato (in italiano) per la vittoria dell'Italia
  • Sul 153 la sera c'è Beppe
  • Almeno una volta nella vita hai rischiato di tirare sotto la Viola in bicicletta
  • Quelli del tuo anno li conosci quasi tutti
  • Ad aprile c'è il festival studentesco
  • Sei abituato a ospedali efficenti e strade decenti
  • Ti incazzi perché si dice bolzanini e non bolzanesi
  • Gli asparagi li mangi con la salsa bolzanina
  • Ti è capitato che i treni arrivassero in anticipo
  • Devi avere il patentino per fare qualsiasi lavoro
  • Ti fa strano che non ci siano ciclabili ovunque in qualsiasi città
  • D'estate vai a prendere il sole al Talvera
  • A carnevale si và al Talvera, ma hai paura della mele marce
  • Andavi a vedere l'orso Pippo, scappando dai pavoni
  • Prendevi il trenino al Talvera, anche senza pagare
  • In primavera andavi a fare educazione fisica ai campi del Talvera
  • Sei stato almeno una volta dentro ai cilindri di cemento al Talvera
  • Hai usato almeno una volta lo scivolo del vecchio Gutweniger
  • Ti chiedi ogni anno perchè i turisti girino con le tute da sci a Bolzano
  • Compri dolci, affettati, latte e i biglietti dell'autobus in latteria
  • Hai passato anni senza Mc Donald's, per poi trovartelo che apre in zona industriale e dover stare almeno mezz'ora sul 10B per arrivarci
  • Parcheggi male o dove non puoi e trovi una multa, anche il sabato notte
  • Hai usato almeno una volta i ghelli al posto dei soldi
  • Alla città dei ragazzi non trovavi mai posto come poliziotto
  • Passi i pomeriggi d'estate da Mario, alla Brivido, da Linus o alla Polaris
  • Non hai un dialetto, e nemmeno un accento, ma fuori Bolzano sei tu quello con l'accento strano

 

Se domandare è lecito e rispondere è cortesia, ringraziare cosa è ?

Posted 19. marzo 2009 17.32 in Misc

Da quando ho aperto il mio sito web ormai quasi 12 anni orsono, avrò ricevuto sicuramente più di un migliaio di mail di richieste di vario genere. Tra l'altro è interessante notare come i primi anni i viaggi erano l'argomento principale delle domande (oggi argomento diventato inesistente), poi c'è stato il periodo dell'IT (i primi anni delle pagine ASP) poi la fotografia e oggi moltissimo l'home teather.

Ad ognuna di queste mail cerco sempre di rispondere nel modo più esaustivo possibile, non lesinando mai il tempo dedicato (piuttosto faccio attendere la sera quando ho più tempo e comunque, salvo ferie, quasi sempre entro le 24 ore), perchè mi metto sempre nei panni del richiedente e se lo fossi mi piacerebbe ricevere un aiuto concreto.

Ebbene, caro richiedente, se io perdo dai minimo 5 fino anche ai 15 minuti per risponderti, a te costa molto spenderne 5 (di secondi !!) per fare: REPLY, g-r-a-z-i-e, SEND. ??!

Ormai infatti la percentuale di quelli che si degnano di ringraziare è sotto il 50%; cosa che tra l'altro certe volte mi fa venire il dubbio che la mia risposta arrivi...Se la cosa potrebbe essere giustificata in un newsgroup o in un forum (ma io, quando mi capita, non lesino di allungare un thread per chiuderlo con un grazie), a mio parere in uno scambio privato di mail la buona educazione dovrebbe suggerire di far sapere all'interlocutore che almeno hai ricevuto la sua (lunga) risposta; se poi non ti avesse soddisfatto liberissimo di farmelo sapere ! Invece ormai mi sembra di essere preso come un helpdesk dove la risposta è quasi dovuta e pretesa... mah ! 

Spero che questo comportamento non mi porti un giorno a chiudere il contact che ho sul sito; per il momento continuerò a dedicare le mie modeste conoscenze o esperienze a chi ne farà richiesta... mi piacerebbe sapere se altri miei amici molto più "popolari" di me e che riceveranno ancor più richieste hanno notato questa tendenza...

42

Posted 22. gennaio 2009 08.09 in Misc

Gli informatici, si sa, sono gente strana... quando dobbiamo inventarci un nome fittizio spesso usiamo "pippo" (motivo, le lettere sono tutte vicine e si digita velocemente), o negli esempi di codice "foo" e "bar" (non esiste un vero motivo)

Se invece dobbiamo mettere un numero fittizio, molti di noi usano il 42 ed il motivo è "ovvio" :-) : questo numero rappresenta infatti la risposta alla Domanda Fondamentale sulla Vita, sull'Universo e Tutto quanto  !!
(lo dice anche Google....digitate: answer to life the universe and everything e guardate la prima risposta)

Perché dico tutto questo ? perchè da oggi, per tutto l'anno dovrò convivere con questo numero...

Moleskine: Ritorno alla carta

Posted 26. aprile 2008 19.26 in Misc

Penso lo sappiate: sono un "homo technologicus", amo tutti i gadget elettronici di questo mondo, quando i miei o Silvia mi chiedevano che cosa volevo come regalo io rispondevo sempre "qualsiasi cosa che abbia un libretto di istruzioni" (che poi ovviamente non leggevo: RTFM!).

Ogni regola però ha una sua eccezione. Iniziando da pochi gioni un nuovo lavoro, avevo e ho la necessita di prendere parecchi appunti (molte riunioni, molta formazione, molte idee che vengono all'improvviso e che vanno subito segnate, ecc.). "Con che strumento li prendo ?" mi sono chiesto... Ho usato spesso con molta soddisfazione OneNote, ho avuto tra le mani svariati PDA (dagli Ipaq al JasJar), i moderni cellulari (iPhone in primis) lo consentirebbero senza nessun problema, ma alla fine la mia scelta è caduta su... la cara e vecchia CARTA :-)

Per puro caso parlando con il collega Fede, ho chiesto che formato di blocco appunti usasse lui (A4, A5, ad anelli, a strappo, rilegato...) e mi ha fatto scoprire la Moleskine.

Cito dal sito: La Moleskine è l'erede del leggendario taccuino degli artisti e intellettuali degli ultimi due secoli, da Vincent Van Gogh a Pablo Picasso, da Ernest Hemingway a Bruce Chatwin. E' un semplice rettangolo nero, gli angoli arrotondati, i risguardi trattenuti da un elastico, la tasca interna. Ed in effetti molto altro di più non è: un quaderno con una giusta misura, con un'ottima carta, ben rilegato e che sta "bene" in mano e nella borsa. 

Probabilmente è solo la suggestione di sapere che è stata usata da insigni pittori e scrittori a farmi essere così fiero e contento del mio nuovo "notebook", ma devo dire che non sono il solo, in quanto se cercate su google o su flickr trovate un sacco di persone che dall'organizer elettronico sono tornati a quello cartaceo (si parla adirittura di un movimento "Back to Paper").

Ed è proprio da questo post su flickr che ho adottato un nuovo modo di prendere appunti, che nel mio caso si riducono molto spesso ad essere una serie di "task" che devo compiere. Ecco quindi che un quadratino stile bullet ne indica uno da compiere, la classica spunta o X se è stato portato a termine o eliminato, un puntino dentro indica la priorità, una riga diagonale che è stato rimandato a tempi futuri ecc. Ci si abitua subito e diventa molto comodo. Se qualcuno ha altri metodi standardizzati per prendere appunti me lo faccia sapere, sono curioso.

I miei due notebooks: Moleskine e Dell Latitude D830

Finisce una bella avventura, ne inizia un'altra...

Posted 14. aprile 2008 18.14 in Misc | Informatica

Dream JobAlcuni mesi fa, leggendo il blog di un "collega" americano che aveva appena cambiato lavoro, sono incappato nel disegno qui lato che mi ha molto colpito. Delle tre assunzioni ero sicuro solo di una (cioè che mi pagavano per lavorare), sul fatto di esserne capace, senza voler fare il falso modesto, nutro sempre dei dubbi (essendoci così tanto da sapere e da imparare nel nostro campo), ma quello che ha cominciato a rodermi dentro come un tarlo era il "terzo" superiore; avevo veramente ancora voglia di fare questo lavoro ?

Fin da giovane, appena assunto, mi ero fatto una promessa: quando succederà un paio di volte di troppo che svegliandoti la mattina ti dici "che palle, devo andare a lavorare" è ora di cambiare. Non che fare il developer o (per darsi arie) l'architect non mi piacesse più, ma dopo 11 anni di "onorato" servizio subentra per forza di cose una routine e un senso di appagamento che tendono a spegnere l'entusiasmo; e senza di quello, il lavorare diventa un peso e solo il fine ultimo per portare a casa lo stipendio. E' vero che uno dei miei motti preferiti è "lavoro per vivere e non vivo per lavorare...", ma è anche vero che più di un terzo della giornata lo si passa lavorando e quindi è giusto fare di tutto affinchè questo tempo sia vissuto nel miglior modo possibile.

L'avventura con il mondo dello sviluppo software in questi anni è stata comunque emozionante e bellissima. Siamo partiti in due (oltre alla mitica Sieglinde) nei ruggenti anni in cui Internet nasceva e penso che in totale avremmo dato lavoro a un centinaio di persone (oggi siamo una ventina e ci sono stati nel periodo delle vacche grasse punte di 50 dipendenti). Ho iniziato a fare i primi siti sul notepad di un vecchio 486 (e neanche tanto piccoli, se pensiamo che uno dei primi è stato dolomitisuperski.com che contava già un migliaio di pagine statiche !!). Erano i tempi in cui esisteva solo Netscape (IE sarebbe arrivato più tardi), il supporto a <table> e <frame> era la novità del momento, Gopher, Archie e Veronica si usavano ancora, ed erano all'ordine del giorno le bestemmie per installare nei vari hotel della zona modem analogici con il Trumpet Socket di Windows 3.1 che andava quando voleva.

Quanti ricordi: il primo server Win NT 4 con il mitico Option Pack che portava in dote IIS: alcuni esperimenti con le cgi, gli idc e poi il grande salto verso le pagine ASP accoppiate a Sql Server 6.5 (ancora oggi ogni tanto trovo dei databases che hanno settato il compatibility level a 65!!). Ho un solo rammarico: di non essere saltato subito nel 2002 sul carrozzone di .NET ma di aver preso il treno dei ritardatari (in pratica con la 2.0), ma d'altronde, come molte software house sanno, ogni tanto bisogna anche pensare a produrre, vendere e soprattutto consolidare l'esistente e non si può purtroppo essere sempre gli early adopter.

Anche se il rapporto con questa azienda continuerà in forma di consulenza (se ovviamente decideranno che valgo ancora qualcosa), il mio impegno predominante si sposterà altrove. Mi occuperò infatti di "spazio" e "tempo" ! Dopo molti anni riesco infatti a coronare un sogno che è quello di lavorare per una società in cui ho creduto fin dai suoi primi vagiti (una ventina di anni fa, ed è stata infatti la mia prima volta in cui mi impegnavo economicamente per comprarne delle quote).

Con gli amici di Microgate Engineering (che si occupa di telescopi) e di Microgate Timing (che invece si occupa di cronometri, ecco perchè spazio e tempo) inizio una collaborazione che spero mi porti altrettante soddisfazioni della precedente.

Non mi resta quindi che ringraziare (oltre chi è arrivato a leggere fino a qui questo lunghissimo sproloquio) tutti i miei ex colleghi e soci per l'ottima collaborazione avuta in questi anni e tutti i clienti, fornitori, partner che mi hanno fatto crescere sia professionalmente che umanamente. 

Buttar via una giornata di lavoro

Posted 5. gennaio 2008 19.54 in Informatica

Quando uno è scemo se lo merita !! Stavo facendo il porting di un vecchio sito da ASP 3.0 a ASP.NET (mi servivano Master Page e ammenicoli vari ) e in una directory avevo terminato la "conversione" di una trentina di pagine quando soddisfatto del mio lavoro volevo cancellare le vecchie pagine .asp; farlo da dentro VS2008 era "troppo" rognoso... ben 30 Ctrl.Click che mi avrebbero portato via almeno mezzo minuto !!

Cosa ha fatto il genio invece ? apro una finestra DOS e lancio un bel "del *.asp", completamente sicuro che il comando non avrebbe toccato le pagine .aspx. Come si dice in gergo tecnico... STUCAZZO !

Forse perchè ai tempi del DOS non esistevano le estensioni a più di 3 caratteri, o forse perchè il comportamento delle wildcard è proprio così, fatto sta che, come direbbe il comico "filippino" di Zelig, "i files sono svampati signole...".

Una rapida ricerca di un tool di undelete mi ha fatto trovare questo Restoration (tra l'altro free), che però ne ha recuperati solo 4 su 29; altri a pagamento non hanno fatto di meglio.

Alla fine è venuto giù San Pietro in persona a dirmi se potevo smettere di invocare tutti i suoi colleghi... va beh, domani invece che andare a fare foto alla neve si resta a casa a lavorare :-(