Sharepoint choice fields: paste multiple values from Excel to Datasheet View

Posted 27. marzo 2013 12.54 in Informatica

Me lo segno qui perché ogni volta perdo tempo a cercare la soluzione.

I campi di tipo choice che accettano valori multipli (ovvero una checkbox list nel form di edit del record) assumono le sembianze più diverse nelle varie viste (magari standardizzare, no ??!) per quanto riguarda il separatore

In Edit una checkbox list

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In View Properties separati da PUNTO e VIRGOLA

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In Standard View da un VIRGOLA

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In DataSheet View ancora da PUNTO e VIRGOLA

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Se esporto la lista in Excel il separatore diventa ;#

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Se però ho dei dati in Excel che voglio incollare nella DataSheet View il formato con cui devo scrivere i valori è leggermente diverso, ovvero il placeholder ;# deve essere messo oltre che come separatore anche all’inizio e alla fine dei valori.

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Test Canon 40mm pancake f2,8 STM

Posted 9. febbraio 2013 19.11 in Fotografia

Consigliato dall’amico Walter, soprattutto dopo aver letto la sua review, mi sono deciso anch’io di comprare questo obiettivo un po’ particolare. La presenza negli USA di “cugino-meteo-Giampaolo” durante il periodo del black friday oltrettutto me lo ha fatto acquistare ad una cifra molto conveniente (149,00 US$ da Adorama) ma finora è sempre stato chiuso in un cassetto.

Questa mattina, durante una delle mie solite passeggiate in paese, me lo sono portato dietro a mo’ di compattina per fare qualche scatto e testarne le prestazioni (anche se il post non vuole essere una review completa in quanto ce ne sono già a decine in rete).

imageLa sua dote maggiore ovviamente è la leggerezza e trasportabilità; siamo vicini ad avere lo stesso ingombro del “tappo” copri bochettone. Di solito non porto mai la macchina con la cinghia al collo ma sempre sulla spalla dato il peso sia del corpo che della lente montata. Qui invece ho camminato per un’oretta buona sempre come fossi un giapponese e senza nessuna fatica. Addirittura il “troppo poco peso” porta in certi casi a esagerare e scattare con una mano sola come se avessimo il cellulare o la point&shot (e un paio di mossi a 1/30 me li sono beccati); inoltre lo spessore ridotto non permette la classica presa della mano sinistra sotto l’obiettivo, ma bisogna un attimo abituarsi a nuove impugnature.

Sulle prestazioni ottiche sono rimasto piacevolmente sorpreso; è difficile che un “prime” (ovvero un obiettivo fisso, non–zoom) abbia grossi difetti o deluda per la sua resa, ma stiamo sempre parlando di una “frittella” (traduzione di pancake) che costa 7 o 10 volte alcuni zoom che alla stessa focale hanno prestazioni simili (penso al 17-40, al 24-105L o al nuovo 24-70L II). Molto sharp anche a tutta apertura, colori molto buoni, bokeh ottimo (me lo aspettavo harsh come il 50ino f1,8), un pelo soft in 3 angoli su 4 (forse è il mio esemplare), vignetting accettabile.

La focale di 40 mm è quella che si dice un “normale”, ovvero assomiglia molto all’angolo focale che ha l’occhio umano; niente grandangoli spinti per panorami quindi, o tele per particolari da isolare. What you see is what you shot! Se all’inizio del mio giro ciò mi sembrava un limite (ho sempre trovato questo range di focali dal 35 al 70 banale e noioso), si è poi rivelato quasi una sfida. Paragonandolo a certe grappe, lo definirei “un obiettivo da meditazione”. Ci si ritrova infatti a pensare molto di più alla foto che si vuole fare e bisogna far lavorare l’occhio, il cervello e le gambe (che ricordiamo sono il miglior e piú economico zoom che esiste). Certo, se dietro di noi abbiamo un muro e il soggetto non entra, c’è poco da fare, mentre nel caso del tele possiamo benissimo contare sui n-mila megapixel che ormai oggi tutti hanno per operare tranquillamente dei mega-crop senza che la qualitá ne risenta (es. la foto #7 della gallery è un crop al 100% di una presa molto piú larga). Molto comoda la ridotta minima distanza di messa a fuoco (30cm), un po’ meno lo zoom non usm un po’ lento (ma tanto dobbiamo meditare, quindi non abbiamo fretta!).

Concludo con un’osservazione non legata alla lente in particolare. Oggi in pochi minuti di giro ho scoperto particolari e scorci del mio paese (che sono veramente 4 case e una chiesa) che in 15 anni non avevo mai visto. Meridiane con proverbi antichi, statue e installazioni artistiche nel giardino della biblioteca, iscrizioni sui muri che raccontano la vita dell’edifici, ecc. ecc. Se state imparando a fotografare, o se solamente avete questo hobby, USCITE e CAMMINATE nella vostra città: gli spunti sono infiniti.

> Vai alla PhotoGallery Test 40mm pancake

 

40mm-2

Fai quello che vorresti fosse fatto a te

Posted 6. febbraio 2013 22.18 in Fotografia | Misc

Spesso si dice che se fai una buona azione, prima o poi ti torna indietro. Quando l’anno scorso trovai su una pista da fondo un telefono e dopo qualche ricerca riuscii a restituirlo al proprietario, la prima cosa che mi venne in mente era “pensa se l’avessi perso io che contento sarei di riaverlo".

Oggi ho incassato il mio bonus, non con un telefono ma con una macchina fotografica compatta che è scivolata fuori da una tasca chiusa male (e dire che di solito sono ossessionato dalle n cerniere della tuta da sci che controllo 100 volte, ma stavolta il fattaccio è successo alla prima risalita ancor prima di iniziare a sciare).

Dopo aver chiesto a impiantisti e alla cassa del comprensorio, la stavo dando ormai per persa quando ho fatto l’ultimo tentativo con il parcheggiatore. Dopo un interrogatorio stile Stasi (marca, quante foto avevi dentro, qual era l’ultima foto che hai fatto) mi ha riconsegnato l’oggetto che probabilmente aveva trovato un turista; visto che il vetro del LCD era leggermente scheggiato, per provare se funzionava si è auto-ritratto e vedendo che era ok la tentazione di tenersela sarà stata ancora maggiore.

Non mi resta quindi che ringraziare l’anomimo ritrovatore e il parcheggiatore (a lui almeno ho potuto ofrrire un paio di birre) e sperare che possano anche loro un giorno beneficiare dell’onestà altrui.

IMG_1346

L’anonimo ritrovatore: GRAZIE.

UPDATE: Ho notato solo oggi che oltre a fotografarsi si era anche impostato la lingua tedesca come menu… un precisino !

Ski & MTB Movies 2012

Posted 3. febbraio 2013 20.45 in Sport

In queste ultime due domeniche, complice un po’ di pigrizia, mi sono dedicato alla visione di 4 nuovi film/documentari inerenti al mondo dello sci e della mountain bike Freeride. Le produzioni sono come sempre eccellenti dal punto di vista qualitativo: i DVD/Blue Ray vendono tantissimo e gli sponsor (RedBull, le migliori marche di sci/bici/abbigliamento tecnico, GoPro, ecc.) cacciano un sacco di soldi per elicotteri, camere di ultimissima generazione, decine di persone di crew, ecc.

Altrettanto emozionanti le location scelte: lo sci privilegia i pendii immacolati nord-americani (Alaska in primis ma anche Wyoming e British Columbia), mentre i panorami piú spettacolari delle discese in mtb sono quelle dello Utah (ma anche le nostre Alpi la fanno da padrone).

Chi sono i più spericolati, skillati, pazzi e supereroi? I rider a due ruote o gli skier/snowboarder? Difficile dirlo… probabilmente con gli sci rischiano molto di piú; le velocità sono maggiori, hanno in piú il fattore valanga e anche se la neve è piú morbida della roccia, cadere a quelle velocità e con quelle pendenze non è mai piacevole. Nei film di mtb si vedono scene di pronto soccorso e di sbucciature, ma in quelle di sci nei titoli di coda ogni anno ci sono sempre nomi nuovi nella lista dei “in loving memories of…”.

Quello che li accomuna è lo spirito di libertà, di avventura, di “fancazzismo” e di amicizia che anima questa elité di atleti. Si sta all’aria aperta, si fa movimento, un po’ di adrenalina e alla fine si beve una birra in compagnia. Almeno in questo io e i miei compagni di gite “enduro” siamo bravissimi!

MTB

Where the Trails Ends
RedBull Media House

Il tema del film è andare in giro per il mondo (Nepal, Cina, Canada, Argentina) a cercare trails diversi da quelli “di casa” (lo Utah). Alla fine peró l’erba del vicino non sempre è quella piú verde…

 

Strength in Numbers
Anthill Films

Potrebbe intitolarsi “la summa del freeride mtb”: dal downhill agonistico, ai tricks nel giardino di casa, dall’enduro sui monti (splendido trail in svizzera) ai boschi di Whistler. Splendidi gli slow motion (a occhio fatti almeno a 240fps se non di piú).

SKI

Non so se lo hanno fatto apposta ma entrambe le due maggiori casi di produzione hanno buttato fuori due film che rivangano il passato e gli albori della disciplina. Interessante ma un po’ noiosetto e, soprattutto quando si guarda il secondo, ripetitivo.

Superheroes of Stokes
Matchstick

La casa di produzione che preferisco anche se sinceramente questo film è un gradino sotto all’Attack of the Niña dello scorso anno (sul quale avevo scritto).

 

The Dream Factory
TGR - Teton Gravity Research

L’Alaska era uno dei posti molto in fondo nella mia Travel Wish List (anzi non c’era proprio): ora, dopo questo film, non più!!

 

Ovviamente sono tutti da guardare rigorosamente in 1080p, con un buon impianto HT (le colonne sonore sono sempre molto azzeccate e coinvolgenti), e con gli amici e la birra di cui sopra!!

Convertire MKV in MP4/M4V senza re-encoding

Posted 2. febbraio 2013 16.20 in Informatica | Home Theater

Non avendo la PS3 (ma neppure la AppleTV a quanto leggo) il supporto ai file video Matroska (porc#*!##?#) mi capita talvolta di doverli convertire in qualcosa di digeribile dalla console Sony (ad esempio MP4).

Esistono molti tool che fanno questo processo di conversione (ad esempio l’ottimo FreeMake Video Converter che uso spesso per altri scopi) ma hanno tutti il difetto di ri-eseguire il processo di encoding della parte video/audio, cosa che oltre che molto dispendiosa in termini di tempo porta anche a un inevitabile (se pur talvolta trascurabile) decadimento della qualità (è come risalvare un mp3 in mp3 o un jpg in jpg; anche se alziamo il bitrate dell’audio o il qualitylevel dell’immagine se l’originale è compresso non miglioreremo mai il punto di partenza!)

Visto che il Matrioska non è altro che un container di vari formati video/audio/subtitles al pari di MP4, AVI, ecc. il processo più ovvio è di estrarre i file componenti il film (fase di demux) e riassemblarli in un altro container a piacere (fase di mux).

Per il Demux dal file mkv uso MKVExtractGUI2che è una GUI grafica del tool/libreria MKVToolNik (che ha solo il prompt da riga di comando). Solitamente se il film mkv è “semplice” contiene un file audio e uno video (es. un .h264 e un .aac o .ac3 nel caso di audio multicanale). In presenza di più tracce/capitoli e/o di sottotitoli possiamo scegliere dall’interfaccia quale brano estrarre.

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Una volta estratti i file bisogna “unirli” (re-mux) in un file mp4; per fare ciò esistono parecchi tool, io mi sono trovato bene con My Mp4Box GUI (un tool basato su MP4Box che non serve scaricare in quanto già compreso nella GUI). E’ uno dei pochi che non sbaglia gli fps (tiene quelli originali) e non si ferma se l’audio non è compresso con un codec .AAC.

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A questo punto avete il vostro file .mp4 pronto per essere “playable” dalla PS3 o dalla AppleTV. Buona visione.

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UPDATE:

L’amico Gianluca (che ringrazio) mi fa giustamente notare che l’operazione è fattibile molto più semplicemente con FFMPEG, tool che già conoscevo ma che mi spaventava per l’enorme numero di switch e parametri che offre. In questo caso però se teniamo i codec di destinazione uguali al sorgente e se gli stream da convertire sono i primi, l’uso da riga di comando è molto semplice:

ffmpeg.exe -i nomefile.mkv -vcodec copy -acodec copy nomefile.mp4

Ovviamente ci può fare un batch ConvertMKV2MP4 con
ffmpeg.exe –i %1.mkv -vcodec copy -acodec copy %1.mp4

o con un FOR %I per convertire n file.

Il Re del Ripido

Posted 30. gennaio 2013 19.56 in Sport

Sono incappato per caso su un video di questo giovane rider, Johannes Pistrol, e sono rimasto affascinato dalla sua bravura e maestría nell’affrontare discese con pendenze impossibili dove un essere “umano” farebbe fatica a scendere a piedi. Non stiamo parlando di buttarsi giù a capofitto stile Utah Rampage, ma di domare quasi in surplace e con tecniche “trialistiche” le ripidità e gli ostacoli che incontra (la facilità con la quale pratica il “nose press”, ovvero le curve dei tornanti con la ruota dietro sollevata è fonte di grande invidia!).

Certo, alcune “imprese” (fare una ferrata con la bici smontata sullo zaino o scendere sul ghiaccio/neve senza i chiodati) lasciano un po’ il tempo che trova… se non fosse esistito YouTube o la GoPro lo avrebbe fatto lo stesso? In ogni caso, chapeau, a questo grande rider e grazie anche per fare pubblicità alla bellezza della mia terra!

Discesa dal Sasso Piatto

 

Ferrata e discesa dal Catinaccio/Rosengarten

 

Ripido su neve

 

Il Labirinto del Latemar

Canon 5DII video Picture Styles

Posted 15. dicembre 2012 20.10 in Fotografia

I Picture Styles nelle reflex Canon sono una serie di impostazioni che è possibile applicare sia alle foto JPG che ai video. Ho specificato JPG in quanto scattando in RAW (come chiunque abbia investito un po’ di soldi in una reflex dovrebbe fare, altrimenti bastava la compattina o lo smartphone) non hanno nessun senso; in post-produzione infatti si può scegliere/cambiare quello che più aggrada o rivoltare l’immagine come un calzino.

Purtroppo per i video il discorso è diverso e la mia macchina non consente di girare in “raw” ma solo con un codec H.264 (il jpg del video, per intendersi) dove molti settings sono applicati “in diretta” dentro la macchina. Ecco che allora l’impostazione con la quale si gira è importante, perché poi in post-produzione andare a recuperare “errori” come ombre troppo scure o alte luci bruciate diventa molto piú difficile se non impossibile.

Senza dilungarsi e entrare in dettagli (esistono centinaia di post molto più esaustivi di questo) il consiglio che si dà è quello di girare con un profilo neutrale e “flat” che consente molte più operazioni di ritocco che non quelli predefiniti.

pic_styleVincent Laforet (e molti altri) consiglia di crearsi un Picture Style User Defined basato sul Neutral e poi azzerando Sharpness (per evitare il moire) e Contrast e lasciando la Saturation a –2  e il Color Tone a 0 (quindi 0, –4, –2, 0).

Io uso una variante (che chiamo Dr.House perché è quella che è stata usata per girare alcuni episodi) che ha la sharpness a 3 per evitare di andarla a mettere poi sempre in PP (3,-4,-2,0).

I Picture Style non sono solo una serie di settaggi di quei 4 parametri ma è possibile crearsi un vero e proprio stile tramite il Picture Style Editor scaricabile gratuitamente da qui. Così come esistono file di picture style speciali per la fotografia (ritratti, autunno, ecc.) sono stati creati alcuni esplicitamente per il video.

Uno dei più famosi è il CineStyle della Technicolor che è il più flat possibile (anche questo 0, –4, –2, 0 ma con i livelli molto piatti per permettere ampie possibilità di recupero in PP).

Se invece volete dare alle vostre riprese un effetto “pellicola cinematografica” allora questo picture style “Cinema” di Cineplus è quello che fa per voi.

Sul fronte dei setting predefiniti il Neutral ha anch’esso la sharpness a zero, ma contrasti e saturazione più alti (0,0,0,0); analogo è il Faithful (0,0,0,0) che però ha una leggera dominante rossa che non mi convince. Lo Standard (che è il default e che molti purtroppo usano per questo motivo) è invece troppo saturo e contrastato (3,0,0,0) e se avete delle zone in ombra “crushed” sarà durissimo recuperarle.

La settimana dopo aver girato nella mia cucina un video sulla preparazione dei biscotti, ho fatto alcune riprese variando Picture Style per capire se avrei potuto migliorare qualcosa; noterete che le ombre del mouse e dello sfondo con i picture styles predefiniti (soprattutto lo Standard ma anche il neutral classico) tendono a essere troppo chiusi. I due neutral tweeked (Laforet e Dr.House) sono invece già usabili così come sono (a meno di non essere Walter che satura anche una foto b/n Smile ) e comunque non servono grandi conoscenze di color grading o color correction per arrivare a un risultato accettabile. Il Cinestyle invece è per gente skillata che vuole tirare fuori il top da ogni clip e non si accontenta della fast color correction ma usa strumenti molto piú sofisticati. In fondo alla clip ho provato partendo dal cinestyle flat a dare un aspetto più gradevole ed in effetti si arriva facilmente a buoni risultati preservando particolari che i ps standard clippano.

Urban Downhill

Posted 11. novembre 2012 19.12 in Sport

Raccolta di fantastici trail urbani in città con dislivelli esagerati (quasi sempre in Sudamerica), con riders con due “bolas” così e con ambientazioni “selvaggie” (gente sotto le rampe dei drops, cani che passano sul percorso, gente sui balconi che quasi toccano i bikers, ecc.)

Taxco, Messico: Downhill Taxco 2012

 

La Paz, Bolivia: Descenso del Condor

 

Bogotà, Colombia: Devotos de Monserrate 2012

 

Valparaiso, Chile

 

sempre Cile…a 0.36” il cane suicida

 

Manizales, Colombia

 

Favela Dona Marta, Brasile

 

Napoli, Italia

 

E poi qui da noi in Alto Adige si lamantano se passiamo a mezzo kilometro da qualche escursionista fuori sentiero... Smile

Mi dimetto ufficialmente da early adopter

Posted 11. novembre 2012 18.35 in Informatica

Come membro di quella categoria chiamata geek/nerd/smanettoni ecc. sono ovviamente sempre stato uno di quelli che appena usciva una nuova versione di firmware o software si affrettava a installarla e provarla.

Soprattutto quando ero un dev a tempo pieno, non passavano 5 minuti dall’annuncio che era uscita la beta della patch della CTP dell’hotfix del Service Pack di un qualche prodotto che subito lo installavo sperando in chissá quali mirabolanti aumenti di performance o di introduzione di nuove features.

Cambiato lavoro e dovendo curare anche alcuni aspetti sistemistici della nostra server farm, ho avuto un grande insegnamento da chi il sistemista lo fa da anni e lo sa fare bene: non sta far il mona, non sta tocar quel che funsiona, e speta almeno 6 mesi per meter su la roba nova… (se non si è capito il tipo è veneto, anche se non parla con accento cosí marcato, ma così è più pittoresco!).

Ed in effetti ancora oggi ho dei server virtuali win2k3 con IIS6 che vanno “come un balin” e che ci penserei 3000 volte a upgradarli a win2k8 o win2012 (dove sicuramente dovrei dare il triplo della ram e dove iis7.5 andrebbe sicuramente in conflitto con chi sa quale strano componente ).

Se poi è lo stesso Scott Hanselman (Principal Program Manager di Microsoft) a lamentarsi della poca qualità del software –di Ms, Apple, Google, non della PizzaeFichiSoft- significa che non sono il solo ad avere un calo di fiducia e a premere ogni volta il bottone Update con una mano sul mouse e l’altra… ci siamo capiti!

Pochi minuti fa ho perso qualche mese di vita per via del mio disco SSD “svampato” causa upgrade di firmware, l’update a Jelly Bean del mio tablet Asus continuo a rimandarlo perché leggendo i forum c’è chi implora di poter tornare indietro, idem per il fw del NAS… per una feature nuova (che magari non ti serve, come la web interface Ajax… mi basta html 1.0 o anche solo telnet !!) devi sopportare incompatibilità o errori su cose che prima andavano benissimo. Per non parlare dei software: skype, adobe flash player, iTunes, gmail… ogni volta è un terno al lotto.

Facendo (ancora) il programmatore e comunque lavorando nel mondo hi-tech, capisco benissimo le difficoltà nel produrre software bug-free; non voglio arrivare al paradosso di qualche mio collega che si ostina a usare Windows XP e Office 2003 (e se potesse metterebbe su subito il DOS 6.22 con Wordstar), però anche io o sto invecchiando o diventando molto più conservativo (qualcuno direbbe saggio ?)…

SSD Crucial M4 non riconosciuto, risolto con un power cycle

Posted 11. novembre 2012 17.34 in Informatica

Dopo circa un mese che avevo upgradato il firmware del Crucial M4 alla versione 010G, oggi ho avuto una brutta sorpresa: windows bloccato, riavvio e disco non riconosciuto né al boot, né dal Bios.

Dopo un attimo di panico (quando ho fatto l’ultimo disk image on acronis? quanto perderei dall’ultimo backup? poco perchè lo avevo fatto 5 minuti prima Smile ) fortunatamente mi è venuto in mente che l’amico Roby aveva avuto un problema simile che lo aveva portato a fare il downgrade del firmware alla versione 000F.

Come fare peró a far rivedere il disco al PC ? Crucial stessa in vecchi post su alcuni forum consiglia il cosiddetto Power Cycle, ovvero tenere il disco attaccato al pc in modo che riceva corrente per 20 minuti e poi tenerlo staccato per 30 secondi (ciclo iterato per 3 volte, quindi un’oretta di tempo).

Ho eseguito l’operazione prima direttamente con il disco attaccato al notebook e lasciandolo nella schermata del Bios (sperando che desse corrente al disco), poi visti i scarsi risultati attaccato ad un enclosure esterno usb attaccato su un altro pc (con il cavo usb doppio per dare più corrente possibile). Già al primo ciclo, dopo circa una quindicina di minuti, il disco è magicamente riapparso. Staccato dall’enclosure e rimesso dentro il mio Dell, ha fatto il boot normalmente.

Tutto è bene quel che finisce bene…ma la mia fiducia negli upgrade di software e firmware cala sempre di più!