Cambio Lavoro
(Dal Blog del 14-4-2008)
Alcuni mesi fa, leggendo il blog di un "collega" americano che aveva appena
cambiato lavoro, sono incappato nel disegno qui lato che mi ha molto colpito.
Delle tre assunzioni ero sicuro solo di una (cioè che mi pagavano per lavorare),
sul fatto di esserne capace, senza voler fare il falso modesto, nutro sempre dei
dubbi (essendoci così tanto da sapere e da imparare nel nostro campo), ma quello
che ha cominciato a rodermi dentro come un tarlo era il "terzo" superiore; avevo
veramente ancora voglia di fare questo lavoro ?
Fin da giovane, appena assunto, mi ero fatto una promessa: quando succederà un
paio di volte di troppo che svegliandoti la mattina ti dici "che palle, devo
andare a lavorare" è ora di cambiare. Non che fare il developer o (per darsi
arie) l'architect non mi piacesse più, ma dopo 11 anni di "onorato" servizio
subentra per forza di cose una routine e un senso di appagamento che tendono a
spegnere l'entusiasmo; e senza di quello, il lavorare diventa un peso e solo il
fine ultimo per portare a casa lo stipendio. E' vero che uno dei miei motti
preferiti è "lavoro per vivere e non vivo per lavorare...", ma è anche vero che
più di un terzo della giornata lo si passa lavorando e quindi è giusto fare di
tutto affinchè questo tempo sia vissuto nel miglior modo possibile.
L'avventura con il mondo dello sviluppo software in questi anni è stata comunque
emozionante e bellissima. Siamo partiti in due (oltre alla mitica Sieglinde) nei
ruggenti anni in cui Internet nasceva e penso che in totale avremmo dato lavoro
a un centinaio di persone (oggi siamo una ventina e ci sono stati nel periodo
delle vacche grasse punte di 50 dipendenti). Ho iniziato a fare i primi siti sul
notepad di un vecchio 486 (e neanche tanto piccoli, se pensiamo che uno dei
primi è stato dolomitisuperski.com che contava già un migliaio di pagine
statiche !!). Erano i tempi in cui esisteva solo Netscape (IE sarebbe arrivato
più tardi), il supporto a <table> e <frame> era la novità del momento, Gopher,
Archie e Veronica si usavano ancora, ed erano all'ordine del giorno le bestemmie
per installare nei vari hotel della zona modem analogici con il Trumpet Socket
di Windows 3.1 che andava quando voleva.
Quanti ricordi: il primo server Win NT 4 con il mitico Option Pack che portava
in dote IIS: alcuni esperimenti con le cgi, gli idc e poi il grande salto verso
le pagine ASP accoppiate a Sql Server 6.5 (ancora oggi ogni tanto trovo dei
databases che hanno settato il compatibility level a 65!!). Ho un solo
rammarico: di non essere saltato subito nel 2002 sul carrozzone di .NET ma di
aver preso il treno dei ritardatari (in pratica con la 2.0), ma d'altronde, come
molte software house sanno, ogni tanto bisogna anche pensare a produrre, vendere
e soprattutto consolidare l'esistente e non si può purtroppo essere sempre gli
early adopter.
Anche se il rapporto con Xtend continuerà in forma di consulenza (se
ovviamente decideranno che valgo ancora qualcosa), il mio impegno predominante
si sposterà altrove. Mi occuperò infatti di "spazio" e "tempo" ! Dopo molti anni
riesco infatti a coronare un sogno che è quello di lavorare per una società in
cui ho creduto fin dai suoi primi vagiti (una ventina di anni fa, ed è stata
infatti la mia prima volta in cui mi impegnavo economicamente per comprarne
delle quote).
Con gli amici di Microgate Engineering (che si occupa di telescopi) e di
Microgate Timing (che invece si occupa di cronometri, ecco perchè spazio e
tempo) inizio una collaborazione che spero mi porti altrettante soddisfazioni
della precedente.