Il blog di Sandro Rizzetto

Comprare un libro fotografico ai tempi di Instagram

 

Il titolo del post potrebbe essere inteso come una domanda: ha ancora senso, nell'epoca di Instagram, di centinaia di siti più o meno famosi di foto come Flickr o 500px, di zilioni di photoblog o siti-portfolio di professionisti o amatori, tutti consultabili gratuitamente, spendere  soldi in un libro fotografico?

La risposta che mi sono dato, dopo un acquisto compulsivo su Amazon del libro di Steve McCurry "The Iconic Photographs" è SI!, cento volte SI.

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Dopo aver letto la biografia scritta da Gianni Riotta del celeberrimo fotografo americano, la cui "ragazza afgana" è quasi famosa come la Gioconda di Leonardo, mi era venuta voglia di dare un volto alle fotografie raccontate a parole da lui e dal giornalista italiano. Avrei sicuramente potuto guardarmi su internet il suo portfolio ufficiale, ma dopo molti anni che non compravo (o non mi venivano regalati!) libri fotografici, mi è venuta voglia di riprovarci.

Il piacere di sfogliare un tomo del genere di questa qualità è innegabile. Size Does Matter, come dice quella mia amica :-) , e infatti le dimensioni ragguardevoli contano molto. Ogni pagina contiene infatti una sola fotografia (orizzontale o verticale) di misura 36x24, nel suo logico e originale formato 3:2. Molte fotografie inoltre sono stampate a doppia pagina, dove è vero che si perde un po' di dettagli nella piega, ma allontanandosi un attimo si riesce a percepire comunque la foto nella sua interezza.

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Abbastanza inspiegabile il fatto ogni tanto di lasciare una pagina bianca, forse non sono riusciti a combinare il numero di foto con quello delle pagine oppure non volevano mischiare nella stessa facciata una foto verticale e una orizzontale.

La stampa della casa editrice Phaidon è impeccabile. La carta ha quel giusto grado di opacità per evitare i riflessi, ma al contempo è sufficientemente lucida per esaltare il grado di "razor sharpness" che certe foto hanno.

Foto a cui si contrappongono quelle con una vistosa grana, visto che parliamo di scatti analogici degli anni 90, dove già un 400 ISO mostrava i suoi segni. Ma è una grana "bella",  diversa dal rumore digitale dei nostri sensori. Senza fare il nostalgico anziano del "era meglio il vinile del CD",  in un'epoca di ricerca della perfezione ottica, abituati a fare pixel-peeping e crop al 100%, guardare una foto solo per i suoi contenuti e non per la tecnologia è un piacere diverso.

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Sharp or grain ?

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I colori, punto forte di molte fotografie iper-sature di McCurry, sono resi divinamente. Ho iniziato a sfogliare il libro sotto una lampada alogena molto calda e dopo poche foto mi sono reso conto che non stavo visualizzando fedelmente le immagine. Mi sono quindi armato di una torcia a led bianco dal raggio molto largo, e vi giuro che la differenza è abissale. Ho visto esplodere gli azzurri dei burqa delle donne afgane o i verdi delle piantagioni indiane. So che è un po' da malati cercare il white balance perfetto in un libro, ma che volete farci…

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Le fotografie non sono "sporcate" da nessuna didascalia, in quanto queste si trovano in fondo al libro corredate di titolo, anno e una breve descrizione. In un certo senso ciò rende la collezione molto pulita, ma se si vuole subito sapere il contesto dello scatto, bisogna fare avanti e indietro tra le pagine. Io ho optato per una lettura consecutiva e poi in un secondo momento mi sono dedicato alla lettura delle captions che riportano un breve trafiletto, ma ahimè nessun dato tecnico (comprensibile, mica c'erano i dati EXIF una volta…).

Per chi volesse un maggior racconto testuale, oltre alla biografia già citata, esiste un altro libro, sempre delle stesso formato (altezza 35cm) e  stessa casa editrice Phaidon quindi immagino di altrettanta qualità. Si chiama Untold. The stories behind the photographs (ed. inglese) ed è disponibile anche in italiano col titolo di "Le Storie dietro le fotografie" (ma a un prezzo spesso più alto…).

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Oltre che per un piacere degli occhi, un libro del genere è utile anche didatticamente? Eccome! Se uno conosce le regole basi che governano il mondo della composizione fotografica (la stra-famosa regola dei terzi, ma anche le meno note "occhio dominante" o "linee guida") sarà divertente e molto facile trovare in ogni foto l'applicazione di uno o più di questi pattern (direbbero i software architects).

Ed in effetti, durante un mio recente corso di fotografia che mi ha visto docente, ho mostrato questo video che esemplifica molto bene 9 di questi "tips".

 

In conclusione, se siete appassionati di fotografia e come me siete un po' stufi di vedere ogni giorno centinaia di splendide Tre Cime di Lavaredo o la chiesetta di Ranui in Val di Funes presa da ogni angolazione, concedetevi il lusso di una bella edizione da sfogliare sulla vostra poltrona accompagnato magari da un buon vino o superalcolico da meditazione.

Buona lettura.

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