Il blog di Sandro Rizzetto

Dragons: il fantastico mondo dei Sauri e le maschere in Lightroom

 

Seconda interessante e divertente esperienza, dopo quella del 2018 dedicata a ragni e scorpioni (vedi post e gallery), questa volta dedicata al mondo dei sauri, ovvero quel sottordine di rettili ovipari che spazia dagli enormi varani di 3,5 mt a piccole lucertole, scinchi, gechi, iguane, orbettini e camaleonti.

TL;DR ->  Vai alla Photogallery se non ti interessano i miei sproloqui

Il Museo di Scienza Naturali di Bolzano infatti, nell’ambito di una mostra che si tiene fino a Giugno, dà la possibilità a dieci fotografi che si prenotano, di sfruttare una serata di due ore con gli animali a loro disposizione, alcuni dei quali tirati fuori dalle loro teche e messi in due terrari/set a fare da modelli.


Credits: foto © Walter™ Donegà® anche se non ha messo il PH :-)

I dubbi etici che ho espresso nel post precedente sui ragni, se sia giusto o meno rinchiudere animali in un box/prigione per la nostra curiosità, scientifica o amatoriale, rimangono tutti.

Devo dire che la responsabile li maneggiava con molta cura e rispetto, accarezzandoli quando li vedeva agitati e nel caso fossero troppo “nervosi” o irrequieti, li riponeva subito nelle teche evitandoli loro dello stress inutile.

Stress che sicuramente avrebbe causato loro, centinaia di flashate da parte nostra e quindi, a differenza dei ragni, l’uso del flash ci è stato subito vietato (a stra-ragione direi!)

Avendo treppiede oppure alti ISO a disposizione la cosa non è stata vincolante; per i soggetti statici che se ne stavano fermi e buoni, pose lunghe o lunghissime (anche 2,5 secondi) hanno portato a casa buoni risultati anche con diaframmi chiusi, per quelli più dispettosi che tendevano a muoversi invece diaframmi aperti, 1600iso e tempi intorno al 1/15, 1/30 sperando di beccarli fermi in quel momento. Il ratio di foto buttate è stato ovviamente alto, soprattutto appunto per micro-mosso causato dal soggetto e forse anche quando toglievo l’autoscatto da 2 sec.

Il problema principale rimaneva però una certa “piattezza” delle foto, sia per un white-balance “arcobaleno” dato da molte luci diverse presenti in sala (e ancor di più dentro le teche che avevano pareti colorate) che per lo sfondo fatto da elementi disturbanti che non staccavano bene il soggetto e lo impastavano.

Mi è venuto “in aiuto” -come spesso è accaduto fotograficamente nei 30 e passa anni di nostra amicizia- magister Walter che mi ha suggerito di usare delle maschere per dare più tridimensionalità al soggetto (qui alcuni suoi scatti e un video).

L’argomento ovviamente non mi era sconosciuto visto che le uso talvolta in Photoshop per scontornare degli oggetti in ambito still-life, ma in Lightroom finora mi ero accontentato di usare un gradiente Radiale che invertito e sottoesposto portava ad una specie di "effetto vignettatura" che "poppava" il soggetto centrale.

Non avevo però ancora mai provato le maschere “automatiche” di Select Subject (che derivano ovviamente dall'analoga funzione di PS) presenti da una delle ultime versioni.

Devo dire che funzionano abbastanza bene e riescono a “beccare” il soggetto con un’alta percentuale di successo, magari aggiungendo particolari (es. dei tronchi dove erano appoggiati) oppure togliendone altri (es. una zampa fuori-fuoco). Chiaramente poi ci vuole sempre un po’ di ritocco manuale con una Add/Substract di Brush Mask per definire perfettamente il soggetto e ho “rispolverato” (nel senso che era dimenticata e coperta da polvere) una vecchia tavoletta Wacom Intuos che mi ha dato una mano. Purtroppo in LR non funziona come in PS il sensore di pressione, ma in certi casi si è più precisi che col mouse.

C'è da dire che non sempre serve avere il soggetto perfettamente selezionato; per il nostro scopo oggetti che stanno sul suo stesso piano dovrebbero essere comunque selezionati.


Come si vede il 80/90% del lavoro è stato fatto, ovviamente l'algoritmo non è perfetto e dobbiamo -se vogliamo- metterci mano

Fatta la maschera, quindi, tasto destro Inverti, e possiamo andare a “dimmare” o sottoesponendo o desaturando il nostro sfondo, operazione che farà risaltare meglio il nostro soggetto principale.


Correzione WB del soggetto, desaturazione e sottoesposizione dello sfondo

Come dico sempre in quelle occasioni che ho avuto di "insegnare" qualcosa sulla fotografia, la post-produzione è parte della materia e conoscerla e applicarla ha la stessa valenza ed efficacia dei fondamentali (tempi, diaframmi, iso, focali) o delle tecniche che si usavano in camera oscura (la mascheratura ad esempio era usata spessissimo).

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